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11 gennaio 2010 Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla nostra manifestazione in ricordo di Andrea Parodi e per la solidarietà dimostrata. Presto sul nostro sito le immagini della serata al Teatro Dal Verme. Ambasciata di Sardegna Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (24) | Copia sul tuo sito |
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L'Europa boccia la tassa sul lusso |
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01 dicembre 2009 La tassa sul lusso della Sardegna viola le norme comunitarie. È quanto ha stabilito la Corte di giustizia europea del Lussemburgo. L’imposta regionale sullo scalo turistico di aeromobili e di imbarcazioni che grava sui soggetti aventi domicilio fiscale al di fuori della regione, spiegano i giudici nella sentenza emessa oggi, è in contrasto con il principio della libera prestazione dei servizi e costituisce un aiuto di stato. La legge era stata introdotta nel 2006 dalla giunta regionale guidata da Renato Soru, ma era stata successivamente cancellata con la Finanziaria 2009. La Corte europea precisa che, anche se l’imposta sugli aeromobili non riguarda le prestazioni di trasporto, ciò «non implica che essa sia priva di qualsiasi nesso con la libera prestazione dei servizi». Infatti, sebbene, in via di principio, la nozione di servizi, rilevano i giudici, si applichi soltanto a quelli che sono resi dietro remunerazione, essa include anche la libertà dei destinatari dei servizi di recarsi nello Stato membro nel quale si trova il prestatore per beneficiarvi di una pluralità di servizi (quali quelli forniti negli aerodromi e nei porti). In questo senso lo scalo, che è interessato dall’imposta, costituisce quindi «un presupposto necessario per la fruizione dei servizi diversi da quello reso senza remunerazione». La Corte considera quindi che «la disparità di trattamento tra residenti e non residenti costituisce una restrizione alla libera circolazione poiché non vi è alcuna obiettiva diversità di situazione che possa giustificare la disparità di trattamento fra le varie categorie di contribuenti».
Secondo la Corte, inoltre, «è pacifico» che l’imposta riguarda gli scambi tra gli Stati membri e che essa «può falsare la concorrenza», poiché attribuisce «un vantaggio economico agli operatori stabiliti in Sardegna». Inoltre, la legge tributaria regionale che accorda a talune imprese il non assoggettamento all’imposta costituisce, sottolinea ancora la Corte, «una rinuncia della Regione al gettito fiscale che essa avrebbe potuto di regola riscuotere». Infine, l’imposta conferisce un «vantaggio tributario di natura selettiva alle sole imprese stabilite sul territorio regionale rispetto a quelle che non vi hanno il domicilio fiscale, fermo restando che queste due categorie di imprese si trovano in una situazione fattuale e giuridica paragonabile al momento in cui esse fruiscono dei servizi di scalo in Sardegna». Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (27) | Copia sul tuo sito |
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Nuove tariffe aeree scontate: accordo Regione Sardegna - Governo |
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26 novembre 2009 E’ stato convocato per la settimana prossima un tavolo tecnico Governo-Regione per esaminare una prima bozza di accordo di programma. E' pronta a decollare una nuova continuità territoriale aerea, con più rotte e più voli da e per la Sardegna e a condizioni economiche più favorevoli. Il presidente della Regione Sardegna, di concerto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti incontrato a Roma, ha convenuto di convocare per la settimana prossima un tavolo tecnico Governo-Regione per esaminare una prima bozza di accordo di programma. Con l'accordo di programma di fatto verranno anticipate le competenze attuative della continuità territoriale che dal 2010 saranno trasferite alle Regioni. Oltre a una riorganizzazione delle rotte aeree, che saranno ampliate, si intende garantire anche maggiore frequenza di voli. Si è ritenuto opportuna una ridefinizione delle tariffe che possano essere equiparate a quelle più vantaggiose del trasporto ferroviario. Le risultanze del Tavolo tecnico saranno fondamentali per garantire ai Sardi la libertà di movimento che oggi è discriminata. Ulteriore novità: la continuità sarà estesa a tutti i cittadini della Comunità Europea così da dare compimento al progetto di industria turistico-culturale, settore strategico per l'Isola. Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (25) | Copia sul tuo sito |
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Sono centomila i sardi all'estero |
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25 novembre 2009 È stata presentata a Roma la quarta edizione del Rapporto sugli Italiani nel mondo, a cura della fondazione Migrantes. La relazione ha preso in esame quest'anno tre regioni: Sardegna, Piemonte e Liguria, per analizzare i dati di partenza del popolo migratorio e fornire alcuni spunti storici. I nostri connazionali residenti all'estero sono quasi 4 milioni (3.915.767) e vivono soprattutto in Germania, Argentina e Svizzera, oltre a Francia, Brasile, Belgio, Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia. Il Paese con meno “successo” è il Giappone, che ne ospita solo 2.900. Partiti negli anni Venti e Trenta, e Cinquanta-Sessanta, gli italiani sono distribuiti in tutti i Continenti; oggi ne emigrano circa 40 mila l'anno: hanno una laurea nella maggior parte dei casi, parlano almeno una lingua straniera e si spostano per motivi di studio o di un lavoro già individuato. L'ISOLA La Sardegna ha cominciato a subire lo spopolamento nel periodo 1950-1970 con oltre 400 mila sardi che si sono diretti sia verso la penisola sia verso l'estero: «Nei primi anni '70 nella sola città di Torino si concentravano ben 70 mila isolani», spiega il Rapporto, «così come rilevante fu il loro insediamento a Roma e a Genova, una sorta di triangolo migratorio privilegiato». Oggi i sardi all'estero sono circa 100 mila, spinti ad allontanarsi soprattutto dalla disoccupazione e dalla povertà. La Sardegna, però, risulta essere anche terra «di arrivo», ed è questo l'elemento che permette di mantenere un equilibrio tra emigrazione e immigrazione. CATEGORIE Si possono individuare diverse categorie di emigrati: quelli che hanno lasciato l'Italia ma hanno conservato la cittadinanza, quelli che hanno adottato la cittadinanza del Paese ospitante, gli italiani di seconda generazione e i loro discendenti. Dai 4 milioni di cui si parlava all'inizio si arriva a circa 60 milioni di persone in tutto il mondo che hanno un legame con il Belpaese. Il 68 per cento in America Latina, il 28 in Nord America, il 3,5 in Europa e il restante 0,5 per cento in Australia. Nonostante siano passati decenni dalla partenza della prima generazione, tutti rimangono molto legati allo Stato di nascita, tanto che leggono più la stampa italiana di quella locale e un emigrato su tre ha tenuto una casa per le vacanze nella penisola. ITALIANITÀ Per completare il Rapporto Migrantes, sono state fatte interviste sul livello di soddisfazione degli italiani che vivono all'estero. Realizzati nel lavoro e nella vita si sono dichiarati i residenti nel Nord America e in Europa; hanno nella gran parte dei casi due figli e superato le iniziali difficoltà legate alla lingua, all'assenza o incertezza di informazioni nella ricerca di un'occupazione. Hanno inoltre ammesso di essere stati malvisti nel periodo immediatamente successivo al loro arrivo. Oggi è il contrario: l'italianità è un fattore di appeal, di fascino, soprattutto per le seconde e terze generazioni. Tra i personaggi più conosciuti all'estero e che lontani dalla Patria hanno avuto onori e glorie, la relazione cita il calciatore Gianfranco Zola, che in Inghilterra ha ricevuto l'onorificenza di Ufficiale dell'ordine dell'Impero Britannico. IL RITORNO Nel secolo appena trascorso gli italiani che hanno deciso di tornare nella loro terra d'origine sono stati almeno 10 milioni; fanno parte dell'emigrazione di ritorno, aspetto poco studiato che riguarda soprattutto le persone lavorativamente «non qualificate»: pensionati, operai, impiegati. I cosiddetti cervelli, invece, preferiscono rimanere all'estero. Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (16) | Copia sul tuo sito |
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Aerei, la giungla del low cost, così gli optional gonfiano i prezzi |
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14 ottobre 2009 MILANO - Un posto al finestrino? Certo, 11 euro. Il sedile vicino all'uscita d'emergenza? Non c'è problema. C'è una sovrattassa di 40 euro. Altro che voli low cost. Nei cieli mondiali, alle prese con una crisi senza precedenti (quest'anno ci saranno 11 miliardi di perdite), è spuntata negli ultimi mesi una vera e propria giungla tariffaria. Dove a dettar legge, ormai, è la regola dell'optional gonfia-prezzo.
Il pioniere nel campo è stato fino a poco tempo fa Michael O'Leary, il vulcanico numero uno di Ryanair che a bordo vuol far pagare persino la toilette. Oggi però quasi tutti i concorrenti - persino quelli che guardavano con snobismo alle uscite folcloristiche del manager irlandese - si sono convertiti alla sua linea: i biglietti aerei si trovano online a prezzi stracciati (provare per credere). Ma una volta acquistati - e questa è la novità - qualsiasi extra costa un occhio della testa.
Gli 11 euro per un finestrino e i 40 per il sedile dell'uscita di sicurezza, per dire, sono un copyright della British Airways che dal 7 ottobre impone questo balzello a chiunque voglia scegliersi in anticipo il posto o desideri esser certo di sedersi accanto a moglie e figli. Ma è solo la punta dell'iceberg. La finanza creativa d'alta quota, con il traffico in calo del 7,5% nei primi otto mesi 2009, sta esplorando ogni giorno nuovi confini pur di spremere un po' di euro in più dai (pochi) passeggeri imbarcati.
A fare da apripista in questa inarrestabile escalation di sovrattasse sono stati gli americani. Primo obiettivo i bagagli: quasi tutte le compagnie Usa ormai chiedono 15 dollari per il primo collo imbarcato in stiva su una tratta domestica e 25 per il secondo. Tanto? Non c'è problema. Chi vola spesso può fare l'abbonamento della United Airlines: 249 dollari per caricare per un anno la propria valigia e quella di un massimo di otto accompagnatori su tutti voli della compagnia. Il vecchio continente, con un po' di riluttanza, sta per imboccare la stessa strada, con Iberia già pronta a imitare a breve i rivali a stelle e strisce. La British Airways non è l'unica a lucrare sui posti a bordo: la Southwest chiede 10 dollari per il check in anticipato. La low cost Easyjet (che non assegna le poltroncine) apre l'imbarco in anticipo ai passeggeri disposti ad aprire il portafoglio pur di garantirsi i posti vicini o i migliori. La Ryanair ha reso obbligatorio da qualche settimana il check-in online, in molti casi con un costo suppletivo di 5 euro.
Lo spazio a bordo, insomma, costa. Ma con questi chiari di luna congiunturali nemmeno il tempo è gratis: una decina di compagnie aeree americane (poi dicono che i cartelli non esistono) hanno imposto un ritocco di 10 dollari a tratta per i voli in quattro giorni festivi dei prossimi mesi. Una novità che ha avuto successo, tanto che tutti (ma guarda un po'...) l'hanno spalmata su altre nove festività.
Il più beffardo degli optional spremi-passeggeri, però, è quello a carico degli obesi. Alcuni vettori Usa, ormai da qualche tempo, obbligano i clienti di taglia "XXL" a pagare un congruo sovrapprezzo, spesso costringendoli ad acquistare due biglietti. L'unità di misura quasi per tutti è la cintura di sicurezza. Chi non riesce ad allacciarsela, paga. Specie se non si trovano due sedili vicini liberi. Ad ingrassare, così, sono i conti delle aerolinee. Sarà un caso, infatti, ma Ryanair, pioniera di quegli optional a pagamento che generano ormai il 25% del suo fatturato (550 milioni di sterline l'anno), ha i conti molto più in ordine di quasi tutti i concorrenti.
Fonte www.repubblica.it  Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (35) | Copia sul tuo sito |
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FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE PER DIRE NO AL CAMPO EOLICO A IS ARENAS |
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13 ottobre 2009 La Regione Sardegna contesta duramente i progetti che prevedono l'installazione di pali per la produzione di energia eolica sul mare. Contesta non solo il progetto dell’Oristanese, tra Su Pallosu e Santa Caterina, ma anche quello di Sarroch o altri in qualunque area costiera a mare della Sardegna. Da Viale Trento fanno sapere che l'ipotesi di costruire gli impianti di generazione eolica off-shore, sul mare, a poca distanza dalle coste della Sardegna, è una scelta scellerata. Si contestano duramente i progetti che prevedono l’installazione di pali per la produzione di energia eolica sul mare. Contestano non solo il progetto dell’Oristanese, tra Su Pallosu e Santa Caterina, ma anche quello di Sarroch o altri in qualunque area costiera a mare della Sardegna. L’Isola punta a diventare una piattaforma turistica del Mediterraneo. Per questo non è pensabile deturpare nemmeno un metro di costa con simili impianti.
Tale regola dovrebbe valere per l’Oristanese come per il Sulcis, il Golfo di Cagliari, l’Ogliastra, la Gallura, il Golfo dell’Asinara, Alghero. Pertanto, in base a questa logica, non ha senso sacrificare l'1 per cento di costa davanti a una raffineria per installare i pali che nel restante 99 per cento della stessa costa dovrebbero essere vietati. Come non ha senso parlare di aree compromesse dal punto di vista ambientale quando l’impatto che gli impianti davanti a Sarroch avrebbero su tutto il Golfo di Cagliari e su santa Margherita di Pula sarebbe comunque devastante. Un palo di 100 metri è visibile da chilometri. Con questo non significa che la regione sia contraria alle energie eoliche e alternative, queste soluzioni rappresentano il male minore ma è necessario ipotizzare una pianificazione diversa. Tutte le motivazioni contrarie addotte, dal punto di vista ambientale, della tutela dell’ecosistema, delle esigenze della pesca e della navigazione, sono sacrosante.
In più l’area dove si intenderebbe costruire le pale eoliche è straordinariamente importante dal punto di vista turistico. Una zona tutelata e di grande pregio che vanta diverse strutture ricettive e che punta a una valorizzazione. Il progetto sull’energia eolica vanificherebbe qualunque vocazione turistica del territorio e contrasta profondamente con il principio di tutela del paesaggio che la Giunta regionale ha posto come prioritario nell’azione di governo. Qualunque progetto che punta sulla produzione di energia, sebbene alternativa come quella eolica, non può contrastare le fondamentali vocazioni di un territorio, non può deturpare l’ambiente e soprattutto non può essere stabilito a tavolino da chicchessia sulla testa dei sardi. Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (37) | Copia sul tuo sito |
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Inaugurazione del nuovo ristorante tipico sardo "Canto VI" a Milano |
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30 settembre 2009 Ambasciata di Sardegna consiglia: Ristorante Pizzeria Canto VI Via Gentilino, 11 - Milano Cucina Mediterranea e Cucina Tipica Sarda Inaugurazione venerdì 2 ottobre dalle ore 18 in poi Con gruppo folcloristico sardo Degustazione dalle ore 18 alle 20 di specialità sarde Ospite della serata: STEFANO MAULLU Presidente di Ambasciata di Sardegna A chiunque si presenti entro il 2 novembre 2009 a nome di Ambasciata di Sardegna potrà godere di uno sconto del 20% Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (42) | Copia sul tuo sito |
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Alghero, Ryanair in volo per Cagliari |
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23 settembre 2009 La Ryanair adesso punta su Cagliari dove quest’anno ha registrato un vero e proprio boom. L’aeroporto di Alghero non conviene più, la Ryanair adesso punta su Cagliari dove quest’anno ha registrato un vero e proprio boom. I vertici della Sogeaal sono tornati da Dublino con la coda tra le gambe: l’incontro con i responsabili del vettore low cost non ha dato i risultati sperati. Anzi. Il futuro appare più nero di quanto si possa immaginare." Nessun commento | Aggiungi ai preferiti (62) | Copia sul tuo sito |
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