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Condividiamo orgogliosamente questa lettera di Giorgio Ignazio Onano a Philippe Daverio, dopo le parole inammissibili dedicate ai pastori Sardi.

"Caro Philippe Daverio, venerdì notte, tornando a casa, mi sarei aspettato di leggere tutte le notizie possibili ed immaginabili, fuorché la sua ‘perla di saggezza’ contro il popolo sardo.Nelle scorse ore, spiegando l’Islam, nella trasmissione “Piazza Pulita” (La7), ha sostenuto come all’interno di quella religione prevalga una “parte estremamente primitivo-primordiale”, aggiungendo “come se tra i cristiani avessero vinto i pastori della Gallura, i meno evoluti”. Basito da queste esternazioni, domando quali siano le sue conoscenze specifiche in materia, al punto da poterla spingere, con disinvoltura, a pronunciarsi così. Cosa sa dei nostri allevatori, che ogni giorno lavorano senza sosta nelle campagne per campare le proprie famiglie? Cosa sa dei giovani sardi laureati che scelgono di essere pastori, migliorando le aziende di famiglia? E poi è a conoscenza, di quanto soffrano per il prezzo del latte pagato al litro meno di una bottiglietta d’acqua e delle perdite economiche che fronteggiano ogni giorno? Di quando siano lasciati soli dalle Istituzioni, nonostante abbiano idee valide per ampliarsi? Ebbene, da buon ‘critico’, parla da uno studio televisivo, dimostrando di non conoscere la realtà sarda, le sue tradizioni, i suoi usi e costumi. Ma sopratutto, di avere pregiudizi e visioni stereotipate sulla Sardegna, bollata per l’ennesima volta come fenomeno di arretratezza culturale e sociale.
Proprio lei (che non hai mai concluso gli studi universitari) insegna e racconta l’arte in svariate tv, note riviste, seminari pubblici e si concede il lusso di dare dei “poco evoluti” ai nostri allevatori. Intanto, giovani e validi critici d’arte italiani saranno costretti a scappare all’estero, non avendo beneficiato di alcun appoggio per la propria carriera e non avendo protezioni da parte degli establishment legati al potere. La tentazione più forte sarebbe quella di portarla in giro per la Sardegna a conoscere di persona i pastori; si renderebbe immediatamente conto di quanto siano evoluti, di come abbiano a cuore tutto ciò che è storia e cultura, aggiornandosi quotidianamente, attraverso le nuove tecnologie e non mancano di promuovere le loro realtà sulla rete. Per non farci mancare nulla, imposterei la sua sveglia giornaliera alle 4 del mattino, in modo da darle l’onore di poter mungere centinaia di greggi, facendo ritorno a casa solamente in piena notte. Un esperimento sociologicoefficiente, per le darebbe la possibilità di apprendere la vera essenza del lavoro, con le sue fatiche quotidiane.
Infine, considero vomitevole assistere da anni alle offese gratuite contro i Sardi da parte di pseudo sapientoni italici, prontissimi a sminuirci pur di impreziosire le loro ‘odi’ cartacee o televisive. Delle scuse dei maleducati, poi, non ce ne facciamo nulla: siamo abbastanza evoluti da non degnare di alcuna considerazione chi utilizza questo linguaggio ricco di pregiudizi. Legga, studi, si informi. Non è mai troppo tardi per colmare vuoti di ignoranza, che le permettano di essere un critico d’arte, ma non di lavoratori umili e onesti.

Giorgio Ignazio Onano
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La discesa de Su Componidori Antonio Giandolfi che, centrando la stella con la spada al primo tentativo, da subito ha fatto capire che giornata memorabile sarebbe stata per la Sartiglia 2018.
Lo spettacolo ha allietato la folla che applaudiva compiaciuta e divertita.
La prima stella rosa della giornata e’ arrivata con Emanuela Colombino. A chiudere “sa remada” di Su Componidori che coricato sul dorso del suo destriero lanciato al galoppo in via Duomo, ha benedetto la folla strappando applausi a scena aperta. Ma l’emozione per lo spettacolo è scemato quando si è saputo della decisione di non correre le pariglie per protesta. I cavalieri hanno deciso di non effettuare la corsa a pariglie e semplicemente di sfilare in via Mazzini per protestare contro i nuovi serrati controlli medici sui cavalli, effettuati su ordine della prefettura durante la corsa alla stella.
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